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diritti
8 settembre 2009
Mettete in galera i pescatori di uomini.

Approfitto di un articolo che ho letto su Famiglia Cristiana per ragionare a riguardo di un problema gravissimo nato a causa della nuova legge sulla sicurezza: la difficile posizione dei pescatori a riguardo del soccorso in mare di clandestini.

A dispetto del paventato reato di clandestinità, non si è affatto interrotto l'esodo di poveri disgraziati in partenza dalle coste del nord-Africa con destinazione il nostro paese, e quindi è tutt'altro che impossibile che in futuro i pescatori si trovino davanti ad un barcone carico di migranti, sfiniti dopo una attraversata durissima, piegati dal sole, che chiedono aiuto.

In tutti questi anni gli "angeli del mare" hanno contribuito in modo fondamentale a salvare uomini donne e bambini, hanno perso preziose ore di lavoro (e di sti tempi perdere un'occasione per guadagnare è tutt'altro che positivo) e lo Stato non si è mai preoccupato di ringraziarli, non avendo mai indennizato i pescatori che salvavano queste povere vite; e adesso, oltre al danno, sta arrivando la beffa: d'ora in avanti, con la nuova legge, non solo non riceverrano alcunché per questi loro atti eroici, ma rischieranno di finire davanti al giudice per "favoreggiamento di immigrazione clandestina", dato che lo status di migrante clandestino è diventato un reato. Temo che una prospettiva del genere possa far nascere in qualche pescatore il dubbio se "girarsi dall'altra parte" quando avvistano una carretta del mare, magari ancora lontana, così da evitare in partenza il problema del salvataggio e tutte le noie correlate.
Và ricordato che già in questi anni troppe volte i capitani coraggiosi si sono visti obbligati a rispondere davanti alle autorità a riguardo di questi loro salvataggi, quasi li si volesse colpevolizzare per qualcosa, ma ora la situazione rischia di degenerare.
Riuscite a cogliere la mostruosità di questa faccenda? Cosa siamo diventati? La legge del mare obbliga chiunque veda un'altro uomo in difficoltà a soccorerlo, la stupida legge degli esseri umani istiga degli uomini a non salvare altri uomini, cose mai viste..
Comunque alla faccia di quei somari che siedono negli alti scranni a Roma, che affermano "La nostra idea dell'Italia non è multietnica" (Silvio Berlusconi, primo ministro, 09/05/2009), i pescatori del canale di Sicilia sono l'avanguardia dell'Italia di oggi e di domani, l'Italia della convivenza delle etnie: sui pescherecci vivono, lavorano, rischiano la loro vita e salvano vite, insieme, marinai italiani e nord-africani.
Nella speranza di accontentare quell'ingombrante alleato che è la Lega Nord, il Governo ha tirato fuori una legge disumana e razzista, che provocherà tantissimi morti innocenti, insinuando nei pescatori il dubbio se vale la pena o no di salvare una vita rischiando la galera, o per lo meno rischiando di andare incontro a problemi con la legge.

Auguriamoci che il legislatore colga questo grosso problema insito nella nuova legge per la "sicurezza" e che possa intervenire per assicurare che domani chi si comporterà in maniera eroica salvando delle vite dalle onde del Mediterraneo non finisca davanti ad un giudice, messo sullo stesso livello di uno scafista.
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